Nella jungla selvaggia dei bootlegs, è l'unico componente dei DM che vanta un capitolo a parte. Martin Gore ha ormai quasi un'audience personale, che incoraggia e offre mercato anche ai bootleggers senza scrupoli. Il saccheggio del materiale firmato Gore, infatti, ha origini relativamente recenti, ma la qualità delle pubblicazioni illegali è spesso scadente, quasi al limite della truffa.
Per sua stessa natura, i bootlegs firmati Gore devono essere sui generis. Sono da escludersi le esibizioni live, nelle quali resta ovviamente coinvolto il resto della band. L'attenzione viene cosi' concentrata sui demos, e su spezzoni live catturati fuori dal palco. Eliminando inoltre le semplici raccolte di brani originali, piu' o meno rielaborati dal remixer di turno (come in The songs of Martin L. Gore vol 1 e 2) , diventa essenziale una pubblicazione su CD del 1993: Martin L. Gore's Studio Tapes (cover a destra).
Ma accanto diversi promo sicuramente originali (come Told You So, Love In Itself, Pipeline, Here is The House, And Then  apparsi tra l'altro anche su precedenti vinili), trovano anche spazio l'ormai celeberrimo falso Violence (forse da attribuire ai Red Flag, autori anche dell'ultima traccia: I Feel No Guilt) e un altro dubbio fake come All By Themselves.
Altre pubblicazioni illegali proporranno poi i demo originali di Shake The Disease ed Enjoy The Silence, come anche una veloce versione al piano di Get The Balance Right, da attribuire in realtà alle sapienti dita di Wilder.
Un capitolo a parte meritano le celeberrime Hotel piano sessions, sulle quali sono state pubblicati ben quattro bootlegs (una cover a destra). Risalgono all'epoca del The Singles Tour, all'ottobre del '98, quando i Depeche tennero le loro date in Germania. Gore si soffermo' nella hall degli alberghi a Colonia, Hannover, Francoforte e Monaco (o almeno cosi' viene riportato) e fu l'occasione per catturare e pubblicare quanto fu eseguito in maniera assolutamente informale. Quelle che vengono definite piano sessions sono in realtà semplicemente una veloce sequenza di accordi tentati, ritornelli abbozzati e timide versioni di alcuni evergreen, assieme ad alcuni brani del gruppo. Il tutto (che già non è molto) è accompagnato, potremmo dire distrutto, dalle voci incerte e stonate del gruppetto di amici che evidentemente si appoggiavano al piano di Gore. Il migliore episodio resta forse Ice Machine  che -fra le altre- vi proponiamo insieme ad un frammento di A Question Of Lust. L'audio è buono, ma non sappiamo se consigliarne l'ascolto...



N.B. Rinominare il files da .013 ad .mp3 per poterli ascoltare