C'era una volta il fan club. La bella favola dell'unico club ufficiale di appassionati italiani duro' solo cinque anni, dal 1984 agli inizi del 1989. Altri tempi, con i Depeche ancora alla ricerca di una promozione capillare ed i fans alla continua caccia di qualsiasi elemento di informazione. Internet non era che una tecnologia allo stato embrionale, ed un fan club l'unico strumento di aggregazione, la sola via per condividere con altri il proprio entusiasmo dirompente. 
E, quando in Italia si parla di fan club, è automatico il collegamento a Giorgio Minale, cui tocco' l'onore (e l'onere) di fondare il nostro fan club ufficiale, poco dopo i primi approcci personali con il gruppo in coincidenza con l'ormai famosa esibizione al teatro Orfeo di Milano  del 1984. 
Il fan club, in realtà, nacque come semplice info service italiano, incoraggiato dalla stessa band e curato in collaborazione con Jo Bailey, la prima moglie di Dave, che in quel periodo redigeva il bollettino delle news in inglese, essenziale e conciso, con cadenza mensile. Incontrati ben presto i primi favori dei fans, l'info sheet di Giorgio, al quale si affianco'  Massimo Pavan, si arricchi' progressivamente dei regolari contributi da parte di JD Fanger, storico collaboratore dei DM, di Andy Franks, la cui attività era legata alla pianificazione dei tour e di Daryl Bamonte, onnipresente amico-tuttofare al seguito dei Depeche Mode.
Alla fine del 1985 il fan club aveva ormai assunto proporzioni consone all'importanza dei DM, ormai in stretto contatto nella stessa stesura degli info sheets, che contavano anche sulla rotazione di diversi collaboratori esterni. Settecento contatti complessivi, centinaia di iscritti alla fanzine bimestrale, e perfino gli estremi del fan club stampati sulla copertina interna dei vinili prodotti in Italia, come nel caso di Music For The Masses, Never Let Me Down e Little 15. 
Il fan club si occupava dell'intero universo DM, fornendo informazioni dettagliate su bootlegs, discografia, strumentazioni, foto, scambio di rarità tra fans, contatti con l'estero, apparizioni televisive e live. A Torino, a via Monte Ortigara prima ed a via Vigliani poi, le corrispondenze pervenivano sempre piu' numerose e tanto piu' calorose quanto piu' -ironia del caso- i fans scrivevano dalle propaggini italiane piu' remote. Era ormai il successo. Ma...
Ma la favola, nel breve volgere di quattro anni, era destinata ad esaurirsi. Tocco' a Sebastian Koch, fondatore del fan club tedesco, saggiare i primi dissapori con la band, che mal digeriva la pubblicazione di una fanzine locale che anticipasse, sviluppandole anche meglio, news che avrebbero dovuto essere appannaggio prioritario dell'info service britannico. 
E nei camerini del festival di Sanremo, dove i DM si recarono per promuovere la versione live di Everything Counts, anche a Giorgio venne prospettata la necessità di allinearsi a tempi e precedenze del fan club inglese. Lo stesso Andy, che si rese portavoce di questa nuova direttiva, invito' comunque Giorgio a non mollare un progetto che navigava ormai a vele spiegate. Ma, privato della sua indipendenza ed ormai penalizzato nei contenuti, Minale preferi' la via piu' dignitosa, sacrificando il fan club per concentrarsi nella stesura di Bong!, la biografia italiana ancora oggi piu' nota in circolazione, seppur datata 1989. E fu cosi' che il fan club italiano cesso' la sua esistenza.
Da allora, nello spazio di quasi quindici anni, una babele di piccole organizzazioni, ovviamente prive di qualsiasi titolo ufficiale, hanno tentato, con risultati assai contenuti, e talvolta dissimulando ad arte il proprio carattere "privato", di ripetere i fasti dello storico fan club italiano. Iniziative lodevoli per entusiasmo e spirito di aggregazione, ma prive di qualsiasi crisma di ufficialità, anima essenziale di qualsiasi fan club "adulto".
In quanto a Giorgio, i suoi rapporti con la band ed i collaboratori piu' stretti proseguirono in privato, e con la costanza di sempre. La vera passione non muore mai, qualche volta assume forme diverse. Nell'ottobre 1996 nasceva 013.

Alcuni Information Sheets


   
Una vetrofania del DMFCI

Cardine dell'attività del fan club, gli Information Sheets venivano pubblicati con cadenza bimestrale e spediti agli abbonati.
A metà fra il revival e la documentazione "storica", ne pubblichiamo due numeri, il 15 ed il 16,  gli ultimi ad essere stampati prima che l'attività del fan club si interrompesse  per motivi "istituzionali".
Un lavoro artigianale (correva il 1988) concepito con i mezzi tecnici consentiti all'epoca: una Olivetti, dei trasferibili e qualche chilo di fogli A4 da fotocopiare...

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