I
Diary of Dreams si formano, come solo-project di Adrian
Hates (ex bassista dei Garden of Delight), a cavallo fra la fine degli anni 80 e l'inizio degli anni 90. Il primo album esce nel 1994 dal titolo
Cholymelan (ripubblicato poi nel 1999 con l'aggiunta di quattro nuove canzoni), un album ermetico dalle sonorità gothicheggianti e dai ritmi lenti e malinconici (quest'ultimi saranno sempre presenti nella musica dei
DoD). Nell'album si avvisa una costante tensione. Ad iniziare con l'inquietante stillicidio
in
Ein wiegenlied, continuando con Shattered disguise che sembra evocare un temporale pronto ad esplodere, l'angosciante
And silence still remains e Phantasmogoria per chiudere con
To conquer the angel's laugh e la strumentale Cholymelan. Nel 96' esce il secondo lavoro
End of Flowers, in assoluto il loro capitolo più cupo, un album che troverà terreno fertile fra gli amanti della dark/wave, splendide composizioni orchestrali e parti di piano
malinconiche dove possiamo trovare alcuni episodi fondamentali, come:
Oblivion, Eyesolation e Tears of laughter (rispettivamente accompagnate da un pianoforte inquietante e romantico),
Willow, Retaliation e A fool to blame. Nel 1997 vede la luce il nuovo album
Bird Without Wing, qui il cambiamento è notevole rispetto ad
EoF, la presenza più evidente di chitarra elettrica ed addirittura un pezzo accompagnato solamente dalla chitarra classica:
Flood of tears, che rimarrà un episodio isolato nella loro carriera. L'album è accolto con molto entusiasmo dagli addetti ai lavori che lo reputano il loro miglior prodotto. I brani, di questo terzo album, da ricordare sono:
Stimulation, June, But the wind was stronger (fra le più belle in assoluto!), la rabbiosa
Ex-ile, A sinner's instict e Flood of tears.
A dicembre dello stesso anno iniziano ha lavorare al loro quarto
album, che uscirà sul mercato a giugno. 1998 anno nuovo album nuovo, è la volta di
Psychoma?, melodie lente e romantiche, la musica dei DoD
diventa fortemente (e volutamente) più elettronica senza perdere nulla del suono originario, ed anche la voce di Adrian si addolcisce per far sì che questo sia, forse ancora oggi, l'album preferito dai fans.
Never' Freeze, Luna(-tic), Drop Dead (ipnotica e vellutata),
Never!Land e You(das) rappresentano la parte romantica di
Psychoma?, mentre la voce di A. irrompe prepotentemente nella traccia iniziale
(ver)Gift(et)? continuando con Wild, dove i riff di chitarra ci portano alla mente i
Cure, concludendo con la tedesca End(giftet)?. Nel 1999 esce la raccolta
Moments of Bloom, due brani per ogni album, con quattro nuove canzoni:
Moments of bloom (dove si notano alcune affinità con la
precedente Luna(-tic)), Touch II, Reality of mine e Predictions. Tutti i "vecchi" pezzi sono completamente rivisti.
Il loro quinto album si chiama One of 18 Angels ed esce nei primi mesi del 2000, un album oscuro dalle sonorità abbastanza sofisticate, continua la svolta elettronica presa con
P? ma questa volta, lasciando da parte il romanticismo del precedente album, quasi tutte le canzoni sono pregne di tensione e rabbia, la voce di
Adrian torna ad essere cavernosa e sofferta, gli episodi più rilevanti sono:
Rumours About Angels, Winter Souls, Chemicals, Colorblind (slendida ballata),
Babylon (facilmente riconoscibile l'influenza dello storico brano di chiusura del film Blade Runner) e
Butterfly:Dance!. Nel successivo tour i DoD si presentano ai loro fans con un secondo cantante che prende il nome di Torben Wendt, il live si dimostrerà espressivo e coinvolgente, guadagnando consensi ovunque. Le indiscrezioni sul nuovo materiale non tardano ad arrivare, inizio 2001, si parla di un nuovo album doppio che includerà nuove canzoni e una compilation live dei concerti tenuti fra il 2000/01. A novembre dello stesso anno esce il primo singolo
O' brother sleep, un brano aggressivo e malinconico, che raggiungerà il primo posto nella DAC (German alternative charts). Dopo il secondo singolo
Amok (uscito a marzo del 2002), il 3 giugno è la volta di
Freak Perfume, con questo titolo esce il prodotto più vario e completo della loro discografia, si potrebbe definire una giusta fusione fra
P? e Oo18A. I DoD creano un album brillante alternando splendide ballate dalle poetiche atmosfere, in
Verdict e, l'avvolgente, Chrysalis la voce di Adrian assume una leggerezza che non aveva mai espresso prima, oscuri synths delineano
She and her darkness ed un malinconico piano apre il primo brano del cd
Traum:A mentre la distorta voce di Adrian scandisce la sperimentale
Rebellion, recitata in tedesco e in francese, alternati da brani energici e ballabili come
She, The curse, Traumtänzer e Amok proponendosi come potenziali hit da club. In poche settimane l'album raggiunge il primo posto nella classifica alternativa. Nel nuovo tour arrivano, inaspettatamente, 3 (!) date italiane, Roma, Vicenza e Milano. I
DoD si rivelano grandi anche dal vivo, offrendo un concerto intenso e coinvolgente, da notare la splendida e potente voce di Adrian che si rivela un ottimo front-man, in grado d'interpretare ogni canzone trascinando il pubblico per l'intera durata del live. Dopo solo cinque mesi da
Freak Perfume i DoD annunciano un nuovo mini-album per l'inizio di novembre.
Panik Manifesto esce puntualmento l'8 novembre. Sette brani inediti, nati durante le composizioni del precedente album e terminati successivamente, in cui il timbro dei
DoD è facilmente riconoscibile in pezzi come: Painkiller
(magistralmente eseguita), Sin skinner, Drama e l'inquietante
Monsters and demons, portandoci nel suo piccolo inferno cibernetico un brano cadenzato da sonorità drammatiche dallo svolgimento irregolare. Gli altri tre brani sono: la frenetica
Panik?, Soul stripper e The scream, impostate su sonorità dance. La mente del gruppo è sicuramente Adrian Hates ma ci sembra doveroso ricordare alcuni collaboratori,
ed amici, che contribuiscono attivamente al progetto
DoD, loro sono: Alistair Kane, [Os]mium, Christian Berghoff, Lil'K, Olaf Schaning e Torben
Wendt. I DoD, nel giro di pochi anni, sono passati da lavori crepuscolari ed intensi ad altri più movimentati, riuscendo a miscelare sonorità gotiche a quelle elettroniche senza mai cadere nel banale (conservando i loro toni drammatici), senza perdere un briciolo del loro marchio di fabbrica, affermando, con questi ultimi lavori, la loro classe indubbia. Non ci sembra troppo azzardato sostenere che siamo di fronte ad una delle migliori bands degli ultimi anni.
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Lineup
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Adrian Hates (voce, words & music, keyboards &
piano, guitars-bass & drums)
- [Os]mium (additional
vocals & keyboards)
- Lil'K (guitars)
- Torben
Wendt (additional vocals & keyboards) |
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Stile
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Influenze:
The
S. of
Mercy, Kraftwerk, Vangelis, D.M.
Affinità
DM:  |
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