I
Diorama sono fondati da Torben Wend, fra il 1996/97, come progetto solista. La prima canzone esce, inserita in una compilation di gruppi, per la casa discografica Accession Records intitolandosi
You and Ice, anticipando così il primo album del gruppo. Nel settembre del 1999 esce
Pale, dopo ben un anno e mezzo di lavorazione. La produzione ed il lavoro è supportato da Adrian Hates
(Diary of Dreams), che si cimenta nel brano Masquerades and Faces forse il pezzo migliore dell’album, suo amico e
fan. Il lavoro riceve, a sorpresa, un discreto successo soprattutto in Sud Africa, entrando, di diritto, a far parte della scena dark/wave. Il primo album dei
D. si presenta con ottime composizioni classicheggianti riuscendo a creare un’atmosfera cupa e malinconica. L’album apre con l’incantevole pezzo orchestrale
Between The Shadow And Me, proseguendo con Contradictive, I
Wait For You e
Another Queen delineate da riff di chitarra, mentre Kain’s Advice
e Masquerades and Faces rappresentano le due composizioni al pianoforte, la prima romantica mentre la seconda è decisamente un brano elegante
e di grande spessore artistico, malinconica e drammatica, da ascoltare ad occhi chiusi. Tuttavia l’intero prodotto soffre del fantasma di Adrian Hates, e difatti non gli si può dar torto. In effetti, il mastermind dei
DoD ha aiutato il suo pupillo nel lavoro in studio, e ascoltando l’album si sente. Nell’estate del 2000 i
Diorama fanno da supporter, e Torben prende parte come tastierista e secondo cantante, al tour dei
DoD. Nello stesso anno, prima del loro secondo lavoro in studio, entra a far parte del gruppo Marc Felix, voce (messa in contrapposizione a quella di T.W., drammatica e sofferta, alla sua, pulita e potente), tastiere e musica. Il 20 aprile del 2001 esce il loro secondo album
Her Liquid Arms. Questo lavoro segna una svolta nella loro musica, il prodotto s’incentra su sonorità completamente elettroniche, abbandonando la chitarra usata, in alcuni brani, nel primo album.
Dietro al drappo viola (in copertina) si celano dieci brani che
splendono ognuno di luce propria. I primi tre pezzi si muovono su
ritmati e raffinati tappeti di synth: HLA, E Minor e Advance,
si tira il fiato con la fragile Light e la sonata al
pianoforte Das Meer (l’unica dell’album ad essere
eseguita in tedesco). Per riprendere con: Times Galore, Hydro
Drugs, l’eccellente Photo e in chiusura la
strumentale, di gran classe, Beamer, che definirei, forse,
la più bella dell’album. Con questo lavoro i Diorama si
staccano completamente dal fantasma di Adrian Hates, riuscendo ad
offrire un prodotto, rispetto ai DoD, più immediato ed
orecchiabile. Alcuni mesi dopo (settembre) esce sul mercato il
nuovo singolo Device, contenente due remix ed una b-side.
Ottimo il remix di E Minor un po’ meno quello di Advance.
La title-track è appena sufficiente, risultando un po’
monotona, mentre Panes of Glass sembra un tributo all’electro-pop
anni 80, la migliore del singolo. Successivamente T.W. parte per
un soggiorno di sei mesi nel Canada, per ampliare le sue
conoscenze musicali. Prima di entrare in studio per il nuovo
album, Bernard Le Sigue
entra nei Diorama in funzione di bassista. L’album è
registrato fra l’autunno 2001- estate 2002. Qualche settimana
prima della sua uscita, nel sito della casa discografica, compare
un loro messaggio: annunciando che il nuovo lavoro avrà poche
affinità con i due album precedenti, aggiungendo che questo
lavoro li porterà ad estendere la loro notorietà e ad attrarre
nuovo pubblico. Il nuovo capitolo si chiama The Art of Creating
Confusing Spririts.
Come potete evincere dai relativi commenti, questo album ha
suscitato pareri contrari fra di noi.
Cholymelan: in tutta sincerità ancora oggi non riesco
ad apprezzare quest’album, suona in modo troppo diverso dai
precedenti…insomma hanno optato per la popolarità e di
conseguenza ne è venuto fuori un lavoro troppo commerciale.
Dovendo analizzare l’album le uniche che sembrano emozionarmi
(senza raggiungere mai l’intensità dei primi due lavori) sono: Velocity,
gli iniziali due minuti di Kiss of Knowledge (perché i rimanenti
due minuti e mezzo sono la copia dei primi due), Brainwashed,
Home to Millions, Forgotten, Pain Management (quick relief)
che sembra la migliore dell’album. I brani restanti non sembrano
sfornati dalla mente di Torben Wend e compagni, un suono troppo
facile e orientato su ritmi dance ed in più hanno perso
quell’atmosfera dark dei capitoli precedenti. Anche se mi duole
dirlo, la nuova strada intrapresa dal gruppo tedesco mi lascia
quasi indifferente, se questi saranno i nuovi Diorama,
visto che si parla già di un nuovo album per il 2003, di sicuro
perderanno molti dei vecchi fans.
Curem: il nuovo lavoro del gruppo tedesco conferma quanto
di buono proposto finora, nonostante la svolta decisamente
più commerciale intrapresa da Torben & Co. Già dalla
prima traccia Velocity si sente il gran lavoro fatto dal
basso di Bernard Le Sigue così come in Staring e Forgotten,
con Kiss of knowledge, All that matters e Home to
Millions si ritorna al precedente sound di HLA e la
malinconica Brainwashed e l'intensa Pain Managment (il
coro finale ricorda molto i Radiohead e i Muse!) che
si rifanno al sound di Pale. In sostanza un album molto
vario che raccoglie alcuni frammenti dei precedenti lavori e che
dimostra la maturità artistica ottenuta dai Diorama che
hanno finalmente allontanato il fantasma di Adrian Hates e
hanno trovato una dimensione propria.
Da ricordare inoltre, che i Diorama hanno inizialmente fatto da
spalla al tour dei Diary of Dreams (purtroppo a Roma non
c'erano!!) e che attualmente sono impegnati nel loro tour. |
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Lineup
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Torben Wendt (voce, music & words, piano &
keybords)
- Felix Marc (music, additional vocals &
keybords)
- Bernard Le Sigue (additional vocals & bass) |
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Stile
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Influenze:
Depeche Mode, F.Gadget, Kraftwerk
Affinità
DM:  |
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