Arrivano i Depeche Mode e hanno canzoni colorate

 

L’ottobre musicale torinese si chiude, giovedi 29, con un concerto dei Depeche Mode al Palasport (organizzazione Good Music, inizio ore 21.15, biglietto a 20mila lire, pi la prevendita).

C’ l’hautre-couture geniale ed esclusiva, il raffinato pret a porter di lusso ed infine la Depeche Mode: taglio e cori contraddistinguono, come fossero abiti, canzoni piacevoli e divertenti, da portare con disinvoltura. Andy Fletcher, Martin Gore, Dave Gahan e Alan Wilder, i quattro ragazzi provenienti dalla provincia inglese, precisamente da Basildon, nell’Essex, si sono scelti il nome giusto. L’hanno letto, pare, su una rivista francese e ne hanno fatto in un certo senso il principio base della lro musica.

Star del tecno-pop, portano in tour un grande e spettacolare live-show: effetti di luci e laser, una impressionante attrezzatura elettronica e una musica che spazia su tutta la gamma ritmica della storia per rovesciare sul pubblico un invito alla danza di fascino quasi primitivo. Si riconoscono movimenti orientaleggianti Anni Sessanta, pionerismi elettronici dei tedeschi Kraftwerk e Tangerine Dream, chiaroscuri decadenti, narcisismi dei vecchi-new dandies.

Grazie a questo gradevole amalgama, tutti i singoli di questi ultimi tre anni hanno portato i Depeche Mode nelle vette delle classifiche mondiali. Dopo l’album Black Celebration del 1986 (di cui presentarono Stripped al Festival di Sanremo), i musicisti inglesi hanno proposto quest’anno due brani al Festivalbar: Strangelove e Never let me down again, entrambi tratti dall’album Music for the masses, uscito da poco tempo.

Il gruppo nasce come trio, formato da Andy Fletcher, Martin Gore (l’autore dei pezzi) e Vince Clarke, due chitarre ed un sintetizzatore. Pio David Gahan si unisce alla band e nasce la versione con tre sintetizzatori.

Durante il primo tour europeo del 1981, per promuovere l’album Speak and Spell, Clarke lascia i Depeche Mode per proseguire la carriera come solista e al suo posto entra Alan Wilder, synth e voce. In tempo per il primo concerto americano del gruppo, nel 1982, al Ritz di New York. Tornati in Europa, i Depeche Mode incidono il secondo LP, A broken frame, che comprende il singolo Leave in silence.

Il 1983, con Get the balance right, l’anno del tour mondiale, cui segue il 33 Construction time again. Ma il grande successo arriva con Some great reward, disco d’oro in Germania, Francia e Scandinavia. Nelle classifiche italiane arrivano nel 1985 con il singolo It’s called a heart, pura tecno-pop. Da quel momento, e soprattutto nel 1986, entrano a far parte della colonna sonora delle tribu’ dark nostrane.

 

Alessandra Pieracci