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All’inizio del 1983 Alan Wilder diventa il 4° membro dei Depeche Mode, e questo influirà molto sui futuri lavori della band, viste le sue buone capacità tecniche e l’ottima conoscenza delle macchine. Il primo singolo pubblicato con la formazione nuovamente di 4 elementi è "Get The Balance Right!", registrato ancora ai Blackwing Studios, la cui principale novità, oltre una sempre maggiore ricercatezza e una irresistibile sezione ritmica che ne faranno uno dei brani del loro repertorio più programmati nelle discoteche, è l’utilizzo per la prima volta di una nuova macchina digitale: il campionatore, con cui la band si cimenta nella registrazione di suoni esterni, inseriti nei circuiti di un sampler. Nonostante ciò i DM non saranno del tutto soddisfatti della riuscita del brano, soprattutto per quel che riguarda le linee di basso, probabilmente perchè l’ottima strumentazione che avevano a disposizione era troppo innovativa per le loro conscenze tecniche di allora.

Construction Time Again, il 3° album della band pubblicato nell’ estate 1983, presenta parecchie novità: a Daniel Miller e al gruppo stesso si affianca nel lavoro di produzione Gareth Jones, tecnico del suono esperto nella tecnica del campionamento industriale, e già collaboratore degli Einsturzende Neubauten. Vengono abbandonati i Blackwing Studios a favore dello studio di registrazione The Garden di proprietà di John Foxx, ex leader degli Ultravox. Lo studio, 24 tracce, situato a Londra è però ritenuto dal gruppo insufficiente per il missaggio dei brani dal momento che per la registrazione hanno utilizzato un gran numero di canali, e su consiglio di Gareth Jones optano per gli Hansa Mischraum di Berlino, uno studio innovativo di 56 tracce (l’unico al mondo in quell’epoca) e con un equipaggiamento all’avanguardia nella tecnica del campionamento.

Ricorda Gareth Jones: "il mio primo contatto con la Mute Records avvenne quando io e John (Foxx) ascoltammo la canzone Warm Leatherette di The Normal (aka Miller). Aveva un suono stupendo! Lo stesso John mi consigliò di incontrare Daniel e i Depeche visto che loro stavano pensando a qualcosa di innovativo per il loro nuovo disco. Inizialmente ero molto dubbioso per via della nomea di teenager pop-synth band che aleggiava sul gruppo, e pensavo che il nostro approccio in studio non fosse compatibile".

Gareth Jones in reatà è stato fondamentale nell’aiutare i Depeche Mode a passare dalla tecnologia analogica al mondo del sampling e alla tecnologia digitale. Infatti, dopo il preambolo di Get The Balance Right!, Construction Time Again segna ufficialmente l’introduzione del sampler (l’Emulator della americana Emu e il Synclavier quale sampling workstation), e questo segnerà una svolta significativa nella storia musicale del gruppo.

Apriamo una piccola parentesi  per spiegare in poche parole la differenza fondamentale tra synth analogici e digitali:nei primi anni ’80, non appena la tecnologia si indirizza nel campo digitale, le case produttrici di sintetizzatori adottano questa nuova tecnologia per i loro nuovi modelli. Ben presto i circuiti “elettricamente controllati” dei synth analogici  sono sostituiti da circuiti digitali controllati da un microprocessore. I synth digitali hanno un timbro  completamente diverso rispetto alle macchine analogiche, e questo perché tutti i suoni sono conservati in memoria come stringhe di numeri, e quando uno dei circuiti sonori viene attivato  il microprocessore richiama le stringhe numeriche e le converte in suono con la più alta precisione possibile. Naturalmente nei  synth digitali non sono  più presenti  quelle caratteristiche  (anche estetiche) che hanno contraddistinto i synth analogici. Questi ultimi sono solitamente equipaggiati di una serie di pulsanti e sliders nel pannello frontale dello strumento, che servono soprattutto per programmare la macchina, e che  il musicista  può sfruttare anche in tempo reale per modificare un suono, rendendolo così più dinamico. I synth digitali invece sono dotati di un sistema operativo che attraverso un menu permette di programmare i suoni. Questo nuovo sistema, sebbene  più comprensibile e di più facile uso, non lascia molto spazio alla manipolazione del suono durante  un’esecuzione. Per questo parecchi musicisti tuttoggi preferiscono  i timbri caldi e  corposi dei vecchi synth analogici  piuttosto che quelli realistici e asettici dei synth digitali.

Jones: "Penso però che il contributo maggiore l’abbia dato nell’utilizzo dello spazio acustico intorno ai suoni, ai beats e ai riffs. Infatti nello studio era presente un basement che aveva un particolare tipo di riverbero, e che presentava diversi spazi acustici molto interessanti. Avevo un gruppo di vari amplificatori sistemati in diverse stanze con microfoni vicini e lontani, cosicchè potevamo sperimentare abbastanza facilmente con distorsioni ed effetti che ogni diverso spazio offriva.  Riuscimmo anche a campionare suoni ambientali  nel mio stereo Stellavox SP7, e questo "senso dello spazio" fu molto importante per migliorare e creare suoni ed atmosfere. Chiaramente noi stavamo creando musica elettronica, ma in Construction Time Again abbiamo utilizzato  le macchine nel contesto dello spazio acustico" in cui operavamo.

Il primo singolo estratto dall’album, Everything Counts, registrato al The Garden e mixato agli Hansa Studios a Berlino, presenta ottime sonorità dure e metalliche (oltre a un oboe indiano campionato!) e introduce la combinazione Emulator/Drumulator, che poi avrebbe dominato anche nel  resto dell’album.

La strumentazione utilizzata presenta sostanziali novità rispetto ai 2 precedenti dischi. Abbiamo già detto del Synclavier, il nuovo computer centrale usato per tutte le campionature, ma anche i synth sono diversi: il Moog Source usato per le linee di basso viene sostituito dall’Oberheim OB-8, più adatto a combinarsi con le altre sonorità utilizzate. Vengono impiegati nuovamente per le parti soliste il PPG Wave 2 e lo Jupiter 8, e per la prima volta viene introdotto il leggendario YAMAHA DX7 polifonico con la modulazione in FM, il cult di tutti i sintetizzatori digitali e uno dei più venduti della storia; fa la sua prima apparizione anche l’Emulator, sfruttato soprattutto nei concerti per riportare nei live gli stessi suoni naturali. La parte ritmica viene invece affidata a una nuova drum machine: la Drumulator (straordinaria la sua resa in Told You So). Altra novità di rilievo è l’utilizzo, per la prima volta, di strumenti tradizionali quali la chitarra acustica (And Then...e Love in Itself) il flauto (splendido l’assolo di Gore nel finale di Shame) e il pianoforte (Love in itself).

Come già accennato, Construction Time Again è un album fondamentale nella storia del gruppo, e anche il primo in cui la voglia e la necessità di sperimentazione vengono fuori in tutta la loro evidenza. Basti pensare al modo in cui nascono canzoni come Pipeline e More Than a Party, considerate tra gli episodi più innovativi e metallici dell’intero disco. Fletcher: "Andammo giù a Brick Lane a battere e picchiare su qualsiasi cosa o oggetto che avesse alcunchè di metallico, registrammo il tutto con microfono e registratore per poi tornare in studio e inserire il tutto nel sampler. Ecco come è nata Pipeline. In More Than a Party invece le parti vocali sono state registrate sotto un arco ferroviario in Shoreditch…… E comunque per tutto il disco non abbiamo fatto altro che picchiare duro su lamiere di ferro ondulato e vecchie macchine!"

Nel successivo tour promozionale del disco la band utilizza la seguente strumentazione:

                      Construction Time Again Tour:

Alan: Roland Jupiter 8 + PPG Wave 2.2 + pads  + corrugated iron
Martin: Emulator I +  Yamaha DX7 + chitarra acustica + pads
Fletch: Oberheim OB8 + pads

Mauro (continua)

Drumulator

DX7

Sinclavier

Emulator

Oberheim