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flood: inondare, allagare. Pochi sanno che uno dei piu' importanti
produttori contemporanei è noto al pubblico con un nomignolo
affibbiatogli durante le sessioni in studio. Leggenda vuole che Mark Ellis
(questo è il suo vero nome) abbia la pessima abitudine di far
rovesciare il the, cosa alla quale deve il proprio nick. Il suo
approccio con il mondo della musica ebbe inizio nel 1978, in piena era
punk, epoca nella quale comincio' a lavorare come apprendista presso
uno studio di registrazione, dopo una breve periodo da bassista nel
suo gruppo mod, "The Lambrettas". La grossa dedizione ed un
indubbio talento lo portarono in soli tre anni a firmare in qualità
di assistente ingegnere del suono l'album d'esordio dei New Order, Movement,
oltre a dare il proprio contributo tecnico al primo esperimento di
Marc Almond fuori dal progetto Soft Cell (Marc & the Mambas, Untitled).
Dopo aver consolidato la propria esperienza attraverso collaborazioni
con diversi gruppi della scena new wave inglese, Flood passo' ai
compiti di produttore proprio in casa Mute, occupandosi dei lavori di
Nick Cave ed Erasure (Wonderland, The Circus). "Se
c'è una cosa che odio -afferma Flood- è il concetto in base
al quale ogni produttore debba avere un proprio sound immediatamente
riconoscibile. L'approccio giusto è, invece, cercare di entrare nella
mente dei musicisti, e soprattutto esporre i propri punti di vista in
modo da non ledere le loro intenzioni. Si deve creare una situaizone
di mutuo rispetto". Era il 1986.
L'anno successivo segno' il passaggio ad una notorietà piu'
affermata, grazie agli U2 ed a Joshua Tree, album nel quale
Mark Ellis figuro' come ingegnere del suono. Dopo aver remissato
Stripped nel 1986, la prima impegnativa collaborazione
con i Depeche Mode avvenne nel 1990, quando affianco' la band nella
produzione di Violator, l'album che impose definitivamente i DM
negli Stati Uniti. "Pur essendo un gruppo pop -dice Flood-
i Depeche Mode hanno dal vivo un approccio marcatamente rock. E'
una convivenza di due identità che rende questa band assolutamente
unica nel suo genere". Una collaborazione che -secondo i
dogmi di Ellis- trovava grosse motivazioni nella stima che aveva nella
band di Basildon: "L'unica premessa indispensabile per il mio
lavoro è che mi piaccia la musica di cui mi devo occupare. E ovvio
che abbia dei gusti tutt'altro che limitati. Ma è una premessa
altrettanto importante che -grazie al mio contributo- i gruppi abbiano
la possibilità di muovere verso sonorità diverse e fino ad allora
inesplorate".
Facile la connessione di idee con Songs of Faith and Devotion,
lavoro per il quale Flood firmo' la produzione: "La band si
trovava in un punto preciso nella propria carriera, ed era nelle loro
intenzioni avere un radicale cambio di direzione. E' evidente che una
cosa simile sia molto stimolante. Se il mio lavoro non lo fosse,
difficilmente accetterei compiti di produzione".
I rapporti di collaborazione con i Depeche Mode terminarono nel
1994, con le coproduzioni dei remix di In your room. Quando
diversi mesi orsono sapemmo che per Freelove era già pronta
una versione/singolo sensibilmente diversa da quella apparsa
sull'album, non ci fu precisato che era stata curata da Flood. Lo
avessimo saputo, l'attesa -considerate le firme degli ultimi, discussi
remixes- avrebbe avuto una motivazione ancora piu' sentita. L'attuale
rotazione in radio ne ha dato la conferma: il suo remix combina una
nuova base di percussioni, sonorita' morbide e timbriche new wave. Flood ha fatto ancora
centro. C'erano dubbi?
(f.c.)
Freelove - Flood mix (37 sec.)
Stripped (1986) Remixer
Personal Jesus (1989) Producer, Mixing
Enjoy the Silence (1990) Producer
Policy of Truth (1990) Producer
World in My Eyes (1990) Producer
Violator (1990) Producer, Mixing
Walking in My Shoes (1993) Producer, Mixing
I Feel You/One Caress (1993) Producer, Mixing
Condemnation (1993) Producer
Songs of Faith and Devotion... (1994) Producer, Mixing
In Your Room (1994) Producer
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