I Depeche Mode erano il gruppo principale della Mute Records in quanto il gruppo di maggior successo della label e la relazione che intercorreva tra il gruppo e Daniel era basilare per il raggiungimento di tali risultati. Nel corso dell'anno successivo i rapporti tra Alan e Daniel si intensificarono molto: insieme con Gareth Jones, Daniel ed Alan ebbero un ruolo determinante nella produzione del successivo albo Construction Time Again del 1983, che rappresentava l'ingresso ufficiale di Wilder nella band e segnò senza dubbio un grande passo in avanti per i Depeche Mode.
 
Alan contribuì con delle proprie composizioni sia per quanto riguarda l'album sia per quanto riguarda le b-sides: su Construction Time Again compaiono infatti le sue Shame e The Landscape is changing, mentre Fools è relegata al ruolo di b-side del singolo Love, in itself, anche se in seguito ammise che si sentì obbligato a partecipare nel processo di songwriting nonostante il fatto che non risultasse molto naturale per lui in quanto il suo punto di forza era ed è senza dubbio nella fase di produzione.

Insieme all'introduzione dei samplers, uno dei più grandi cambiamenti nel sound dei Depeche Mode fu senza dubbio il passaggio da sonorità puramente pop a sonorità dark, anche per i temi trattati nel disco stesso. Avendo ormai fatto esperienza nel campo del songwriting, Martin stava sviluppando un proprio stile nella scrittura ed acquisendo fiducia nei suoi mezzi: sfruttando questi presupposti Alan ebbe la possibilità di sviluppare un suono multi-dimensionale e più maturo rispetto a quello dei primi dischi dei Depeche Mode, caratterizzati da quel poppy sound tanto avversato dalla critica.

Ciò appare ancora più evidente nel loro album successivo Some Great Reward, pubblicato nel 1984, che conteneva diverse hits tra cui le provocatorie Master and Servant e Blasphemous Rumours, e People are People.
Anche per Some Great Reward Wilder apporterà il proprio contributo in termini di songwriting: sul disco appare If you want, mentre come b-side alla hit People are People fa capolino In your memory.
 
Alla pubblicazione del disco, segue un esteso tour che li porta anche in Italia.
L'anno successivo il gruppo decide di pubblicare la sua prima raccolta, Catching up with Depeche Mode, che include i due nuovi singoli Shake the Disease ed It's called a Heart. Sulla scelta di quest'ultima come singolo Wilder fu in netto disaccordo preferendole la sua b-side Fly on the windscreen pubblicata l'anno successivo sul nuovo disco Black Celebration.

Two minute warning
The landscape is changing
Work Hard (b-side)
The Great Outdoors (b-side)
Fools (b-side)

If you want
In your memory (b-side)

Black Day (b-side)
Christmas Island (b-side)

Moonlight Sonata (b-side)

Alan solitamente è indicato per la sua importanza in fase co-produttore aggiunto in diverse release, per l'aggiunta di variazioni nell'orbita della composizione in se. Ma il suo parco sonoro vanta di diversi brani scritti con o senza la presenza di Martin Gore come co-writer. Si estendono nel periodo 83-87, il maggior numero di pezzi sono concentrati nelle session del primo album a cui ha potuto realmente prender parte ovvero “Construction Time Again” per due brani della tracklist ovvero “Two Minute Warning” (molto apprezzabile anche nel live “Hamburg'84” ) e "The Landscape is changing". A queste si aggiungono ben 3bsides: la frenetica “Work Hard” assieme a Martin e dalla sinistra conclusione (e testo profetico?) , la morbida e stralunata strumentale “The Great Outdoors!” e il piccolo gioiellino synth-pop “Fools”. Tutto rintracciabile mediante la  re-release dell'album del 2007.

Le session di “Some Great Reward” lo vedono autore della nebulosa “If You Want” con il suo grazioso outro abbastanza "space"; anche in questo caso il tastierista firma un lato B, "In Your Memory" finisce a coprire le spalle di "People Are People" in maniera più che degna nonostante un minutaggio un pò troppo clemente . Attualmente inserita nella Remastered del disco in questione.

Altra combo successivamente è presente in "Black Celebration", il sodalizio Gore più Alan e Miller porta ad un piacevolissimo intermezzo di stampo Morriconiano con la realizzazione di "Black Day" (la cui atmosfera rarefatta aleggia come un fantasma gentile sul pentagramma, ne esiste anche una buona cover dei polacchi "Cabaret" ) e una strumentale di livello (in coppia con Martin) come "Christmas Island" che non deve chinare il capo di fronte ai suoi "colleghi" illustri visti i suoi toni densi e minacciosi . La coppia di canzoni chiude la ristampa di Black Celebration.

In questo nostro percorso è pacifico osservare che il tono acerbo delle primissime composizioni, venga rapidamente sostituito da strutture più sofisticate, ma da qui in avanti il lavoro di Wilder lo porterà maggiormente ad un ruolo di produttore aggiunto, infatti nei credits del songwriting le sue tracce effettivamente finiscono qui. Il comunicato d'addio dalla band del primo giugno 1995 suggerirebbe dei confini più leggeri e nuovi dibattiti sull'importanza del ruolo del tastierista nelle composizioni, ma è un punto di vista non effettivamente provato che non può essere aggiunto ai dati oggettivi dei riconoscimenti che sono inclusi in ogni Booklet ed è dunque materia da lasciare all'argomentazione dei fan. I titoli di coda sono "Music for the Masses" , destinati all'inseparabile pianoforte e ad una (troppo) essenziale cover di "Moonlight Sonata" (Piano Sonata No. 14) di Beethoven.  (Federico Francesco Falco)