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Some Great Reward, il 4 ° album dei Depeche Mode, esce durante l’estate del 1984, e musicalmente va nella stessa direzione del disco precedente, anzi si può tranquillamente dire che rappresenti un’evoluzione dei concetti musicali già presenti in CTA. Il team di produzione è ormai collaudato, e cioè Daniel Miller, Gareth Jones e il gruppo stesso, anche se la fase finale del lavoro in studio e il successivo missaggio vede Wilder come unico presente dei 4, ed è forse da questo momento che egli stesso, entrato a pieno titolo nei DM appena un anno prima, inizia a farsi carico in prima persona (disco dopo disco in modo sempre più evidente) di buona parte del lavoro di studio, in collaborazione col produttore di turno.

Gli studi scelti per la realizzazione del disco sono questa volta i Music Works di Londra e gli già sperimentati Hansa Mischraum di Berlino, dove l’album verrà completamente missato. L’album è preceduto dalla pubblicazione del primo singolo, People Are People, che rinchiude in se efficacemente tutte le idee e le sonorità che poi saranno presenti in SGR. "People Are People" è stata la prima canzone a beneficiare di un periodo di pre-programmazione con lo scopo di entrare in studio con le idee già chiare e di conseguenza di risparmiare sull’affitto dello stesso; per l’occasione viene utilizzata una piccola sala prove di uno studio a Dollis Hill, nel nord di Londra. La canzone contiene campionamenti tra i più vari, dalla grancassa acustica alla voce di una hostess di un aereo che fa un annuncio poco prima del decollo. Si nota col brano in questione una accentuazione delle caratteristiche musicali presenti in Construction Time Again, e cioè una grande metallicità dei suoni circondati da atmosfere industriali. In People Are People vi è un uso esclusivo della tecnica digitale e assenza totale di suoni analogici. Per la prima volta la batteria è completamente campionata e filtrata attraverso il Synclavier, dando così la possibilità di variare molto più efficacemente l’intera sezione ritmica; dal punto di vista musicale troviamo poi un grande lavoro nella ricerca dei suoni, a discapito però della melodia, e infatti sotto l’ aspetto compositivo e melodico SGE risulterà un lavoro meno riuscito del precedente.

Wilder: "Avremmo potuto terminare la realizzazione di People Are People molto più velocemente se non fosse capitato un banale incidente in studio a uno di noi che voltandosi, senza accorgersene staccò il cavo dell’alimentazione della cabina di regia, cosicchè buona parte del lavoro fin lì svolto andò perduta!"

Appena pubblicata, la canzone va subito in vetta nelle charts tedesche e si piazza al n. 4 in UK (a tuttoggi affiancata solo da Barrel Of A Gun nel 1997) e il gruppo sarebbe dovuto apparire al famoso programma "Top Of The Pops". L’esibizione però non fu trasmessa nella settimana di uscita del singolo, e questo probabilmente costò la posizione n. 1 (sarebbe stata la prima volta nel loro paese) nelle classifiche inglesi. E’ curioso poi che il singolo di maggior successo venga, a distanza di anni, quasi rinnegato dalla band e considerato (forse a causa di un testo assai banale?) come una delle più brutte canzoni del loro repertorio…..

SGR è un disco tecnicamente perfetto: il lavoro di produzione è eccellente così come la registrazione, c’è una ricerca quasi ossessiva e maniacale dei suoni e dei particolari (addirittura la band dirà di essersi soffermata anche giorni interi dietro un singolo suono per ottenerlo esattamente come lo voleva). I sintetizzatori usati sono più o meno gli stessi del disco precedente, con l’unica novità caratterizzata dall’uscita sul mercato del nuovo campionatore Emulator II, assai più preciso e quindi più utile della sua prima versione. Nonostante il disco sia il trionfo della tecnica digitale non mancano però i vecchi sintetizzatori analogici, e il finale strumentale di Blasphemous Rumours ottenuto interamente con l’ARP 2600 di Miller ne è l’esempio più lampante. Anche la batteria, così come già accaduto per People Are Peolple viene totalmente campionata e programmata sul Synclavier, dando la possibilità alla ritmica di variare in modo considerevole di brano in brano. Si è già detto come l’intero album sia ricco (Something To Do e If You Want su tutte) di sonorità dure e metalliche, e questo ha comportato per il gruppo l’accusa da parte della critica inglese di plagio nei confronti di gruppi industriali quali gli Einsturzende Neubauten e i Test Department. A riguardo giustamente Martin Gore riconosceva di avere sì attinto qualcosa dalle idee (la potenza del metallo) dei gruppi succitati, ma affermava altresì che i Depeche Mode erano soliti utilizzare, unici nel panorama musicale, queste idee in un contesto decisamente pop, e questo in fondo rappresenterà la loro fortuna e, se vogliamo, il loro marchio di fabbrica.

Con la presenza di sonorità molto dure e metalliche in tutto l’album, anche Gahan per la prima volta con la sua voce si adatta perfettamente alle atmosfere presenti, abbandonando il canto quasi sommesso dei precedenti lavori e dando sfogo a tutte le sue potenzialità vocali, grazie alle lezioni di canto impartitegli e grazie soprattutto al magistrale lavoro di equalizzazione effettuato da Gareth Jones sulla sua voce, i cui risultati si possono notare soprattutto in songs come Something To Do, Master And Servant e Lie To Me.

La realizzazione di Master And Servant, secondo singolo tratto dall’album, comporta diversi momenti di difficoltà, ci sono per la prima volta momenti di crisi e di tensione all’interno del team di produzione…… alla fine il risultato ottenuto è considerato soddisfacente, anche se il brano va in una direzione opposta rispetto a quella che doveva essere l’idea originale. Ricorda Wilder: "inoltre, dopo una settimana di missaggio ci accorgemmo di aver dimenticato un piccolo dettaglio....…il rullante! Daniel e Gareth si accorsero dell'inconveniente quando una sera andarono in un club di Berlino per testare la reazione dei presenti, essendo peraltro già convinti di avere tra le mani un brano che avrebbe sconvolto i gusti del pubblico locale. La canzone fu suonata subito dopo "Relax" dei Frankie Goes To Hollywood, e il risultato fu l'immediato abbandono della pista da parte dei presenti!" Anche in Master and Servant si possono notare campionamenti assai originali: se si ascolta attentamente, insieme ai colpi di frusta si possono sentire in sottofondo le voci di due ragazze di Basildon che ripetono varie volte la frase "treat me like a dog", viene utilizzato un martello pneumatico nella dissonanza tra strofa e ritornello, e il suono di frusta che si sente durante la song non è altro che Daniel Miller che fischia e sputa su un microfono!

Blasphemous Rumours è l’ultimo singolo estratto da SGR e, musicalmente parlando è la riprova, se mai ce ne fosse bisogno, che solo un gruppo come i DM ( con una canzone che nella parte iniziale presenta la bizzarra combinazione di un oboe campionato al contrario con un martello che picchia sul cemento) poteva portare al successo brani simili sovvertendo così le classifiche pop del periodo, e producendo allo stesso tempo canzoni che coniugavano in modo esemplare la sperimentazione al successo nelle vendite. In Blasphemous Rumours sono presenti ottime campionature metalliche: oltre ai già citati oboe e martello, anche il suono di una pentola che rotola dalle scale, il suono delle forbici e quello di una bacchetta sui raggi di una ruota di bicicletta che gira. Si tratta della canzone che forse meglio rappresenta il periodo teutonico-industriale della band ed è anche quella che ha dato i maggiori problemi al gruppo per quel che riguarda le liriche, che hanno provocato scandalo (soprattutto nell’Inghilterra perbenista e moralista di quei tempi) e censure varie. Come lato A insieme a BR viene pubblicata anche Somebody, la più riuscita love song composta e cantata da Gore, che è anche l’unica canzone del loro repertorio ad essere realizzata con strumenti acustici (pianoforte), senza l’ausilio di macchine e sintetizzatori.

Nel successivo tour promozionale di SGR la band usa la seguente strumentazione:

Alan Wilder: Emulator II, Roland Jupiter 8, pads
Martin Gore: Emulator I, Yamaha DX7, pads, clavietta
Andy Fletcher: Oberheim OB8, pads


Mauro (continua)

Emulator II

Synclavier

Oberheim OB-8

Yamaha DX 7