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Songs Of Faith And Devotion, ottavo lavoro dei Depeche Mode, si fa notare subito per un nuovo approccio del gruppo al lavoro di studio. E’ infatti assai diverso, sia per i suoni che per il work in progress che ha portato alla sua pubblicazione, rispetto ai dischi precedenti. Per la prima volta infatti l’esecuzione reale va di pari passo con la tecnologia, per dar vita a un album che, nonostante queste novità, suona ancora inconfondibilmente Depeche Mode. L’intera session di registrazioni nonché il contenuto stesso del disco è pesantemente influenzato dal nuovo “modus vivendi” di Gahan, nonché dal desiderio suo, di Wilder e Flood di dare al disco un’impronta e un feeling più live a dispetto della rigidità del precedente Violator. Il risultato è ottimo, non c’è nessuna canzone techno-pop che faccia riferimento al passato, e tutti i brani rappresentano un giusto equilibrio tra rock ed elettronica: troviamo rock tosto in I Feel You, gospel e hip hop in Condemnation e Get Right With Me, musica orchestrale in One Caress e celtica in Judas, e assoluti capolavori di atmosfera come Walking In My Shoes (la cui bassline ricorda l’incedere del brano Safe From Harm dei Massive Attack) e In Your Room. E infatti mai come in SOFAD il gruppo utilizza strumenti acustici suonandoli realmente, salvo poi filtrare tutti i suoni attraverso i sequencers. Per esempio sono stati utilizzati due diversi set di batteria acustica (una più grande e una più piccola) in molte canzoni, e anche la chitarra di Gore è molto più presente che in passato, con riff piuttosto decisi che si rifanno a certa musica grunge/rock dei primi anni ‘90. La grandezza di SOFAD sta però nel miscelare perfettamente, creando un grande mix, le sonorità acustiche con quelle elettroniche, ottenute facendo ricorso, ora più che mai, a vecchi synth e campionatori analogici. Alan: “Il problema è il suono, se pensassimo che i sintetizzatori digitali avessero dei bei suoni, li useremmo senza difficoltà, ma i suoni organici e la flessibilità tipica dei vecchi synth non sono presenti nelle macchine digitali”. I campionatori utilizzati sono sempre l’Emulator II dell’americana Emu, e L’AKAI S1100 per i suoni di batteria, mentre il programma usato prevalentemente per i loop è il Cubase della Steinberg. I synth: per le linee di basso vengono utilizzati sia il minimoog che l’ARP 2600, mentre la batteria acustica viene trattata col synth modulare ROLAND 700. Viene utilizzato anche l’Oberheim. L’inizio delle registrazioni del nuovo album è fissato nel Maggio 1992 e Flood confermato produttore. Il primo periodo di registrazione trascorso a Madrid in una villa adibita a studio è da dimenticare. Vengono portati a termine soltanto due brani: Condemnation, per il quale Gahan trova l’ispirazione e registra le parti vocali dentro la control-room, con la presenza soddisfatta degli altri e di Flood, e In Your Room. Le cose vanno un po’ meglio ad Amburgo, dove agli studi Chateau Du Pape il gruppo riesce a portare a termine la stesura di altri otto brani. Il nuovo singolo I Feel You esce il 15 Febbraio 1993 e per i fans rappresenta uno choc incredibile: il sound potente che si sprigiona dalla canzone è una grande sorpresa per tutti.
I Feel You presenta un massiccio riff blues di chitarra, un pesante accompagnamento ritmico ed un incalzante parte vocale che, ad un primo ascolto fa pensare più ai Deep Purple che ai DM. Il marchio è comunque sempre quello inconfondibile del gruppo, grazie ad una pulsazione elettronica alla base della canzone. La batteria è suonata, campionata, trattata col synth, distorta e poi dimezzata di volume. Nella song tutti i tamburi sono veri, ma la maggior parte è stata campionata e poi passata al sequencer sotto forma di loop. Il risultato è una programmazione ritmica meno rigida, che addirittura in certi punti si avvicina a una bizzarra combinazione tra hip hop e blues.
Walking In My Shoes, il secondo singolo, è una delle prime songs registrate che poi sono passate attraverso diverse soluzioni, prima della versione finale contenuta nell’album. Il brano in questione è probabilmente il migliore esempio del nuovo sound dei DM. La sensazione di suono più organico e pieno che proviene dalla canzone è data dall’uso combinato di chitarra e basso elettrici, uniti a un arrangiamento d’archi assai dinamico. Sono presenti inoltre una serie di diversi loops di batteria, miscelati insieme usando tecniche nuove e più classiche. La chitarra suonata nel finale con l’ E-bow (effetto che serve ad allungare la nota) e la voce di Dave su piano distorto e clavicembalo danno alla canzone una qualità di suono forse mai raggiunta precedentemente dal gruppo. Gli elementi elettronici sono ancora presenti, ma il loro ruolo è più marginale, con synth che creano belle atmosfere eteree ma di contorno, laddove fino a Violator sviluppavano le melodie predominanti.
Il 3° singolo Condemnation è probabilmente il brano più particolare dell’intera discografia del gruppo. I suoni di base vengono registrati nel seminterrato della villa di Madrid. I quattro si dividono i compiti: uno batte su un flight case (grossa valigia che viene usata per trasportare strumenti e attrezzatura per concerti), un’altro batte le mani, un terzo striscia un tamburello su un muro e Gahan interpreta magnificamente le parti vocali, che rimandano direttamente al gospel e in parte al rock’n’roll classico alla Elvis. I cori gospel di contorno, intonati da Gore e Wilder, sono stati manipolati tramite vari-speed alzando ed abbassando le tonalità, mentre il suono del pianoforte viene filtrato attraverso un pitch-shifter tremolante per esaltarne il carattere gospel. Da notare che la versione single di Condemnation è leggermente diversa da quella inserita in SOFAD, ed è stata remixata durante una pausa del Devotional tour a Parigi da Wilder e Steve Lyon. Nel remix sono state aggiunte una nuova base ritmica ottenuta con dei loops di batteria hip hop, e per dare un tocco più gospel alla canzone hanno prestato la loro voce due coriste di colore, Hildia Campbell e Samantha Smith.
In Your Room, ultimo singolo e insieme a WIMS punto di forza del disco, deve la sua efficacia a una incredibile combinazione dei suoni e della ritmica utilizzati. La song è stata registrata in tre modi diversi, e uno di questi era perfettamente uguale a quanto contenuto nella seconda stofa della versione definitiva, con la batteria in secondo piano e un basso pieno e corposo. Ma la canzone così concepita, con un ritmo sempre uguale, non andava da nessuna parte e così, aproffittando di una tensione via via sempre più crescente, si è preferito cambiare e innalzare la sezione ritmica. E infatti nella terza strofa, sincronizzati con i versi cantati da Gahan, la musica e il pathos raggiungono il culmine guidati dall’intensità della batteria per poi sfociare nel ritornello finale.
Nel corso del Devotional tour la band utilizza questa strumentazione:
Martin: Roland A-50, Emax II, Gretsch Country Gentleman guitar;
Alan: 2 Emax II, Korg 01/W Pro X, Philips MIDI line drivers, drums Yamaha;
Fletch: 2 Emax II, Philips MIDI line drivers.

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