#1
#2
#3
#4
#5
#6
#7
#8
#9
 

   
 
 
 
 
 


Dopo la deludente collaborazione con Dave Bascombe nel precedente MFTM, i DM per il nuovo album si affidano a una loro vecchia conoscenza: Flood (aka Mark Ellis) infatti viene scelto dal gruppo, su consiglio di Daniel Miller, durante una riunione a casa di Gore in cui al boss della Mute vengono fatti ascoltare i demo dei nuovi brani. Flood, remixer di Stripped (Highland Mix) ha già lavorato con altri artisti Mute (Nitzer Ebb, Erasure, Nick Cave), e viene considerato la persona ideale per una fruttuosa collaborazione, vista la sua grande esperienza e tecnica nell’ambito elettronico.

Il sodalizio avrà notevole fortuna: soprattutto con Wilder si creerà una intesa perfetta che porterà alla realizzazione di due fra gli album più belli della storia della band.  Ci sono molte live drums in forma di loops e un'intera gamma di strumenti acustici ed elettronici nell’album. Questo fa si che Violator rappresenti una combinazione perfetta tra suoni programmati ed eseguiti. Trovano spazio differenti parti di chitarra, in particolare in Clean (pedal steel suonato dal musicista ospite Nils Tuxen), Sweetest Perfection e Personal Jesus, il cui solista riff rappresenta un classico della genialità di Gore. Non varia inoltre la gamma di synth usati dalla band, ormai affezionata ai suoni e alle macchine analogiche. Incoraggiata in questo da Flood, che nelle sessions di registrazione trovarà il modo di portare con se il suo ARP 2600 e altri sintetizzatori rigorosamente vintage. La maggior parte delle canzoni viene registrata ai Puk Studios in Danimarca, ma in effetti queste cominciano a Milano nella primavera del 1989, dove ai Logic Studios in compagnia del tecnico Pino Pischetola il gruppo registra 5 canzoni, tra cui il primo singolo  Personal Jesus. Il brano riporta inequivocabilmente a certe atmosfere e suoni kraftwerkiani, e certo l’influenza e la bravura tecnica del tecnico del suono Francois Kevorkian, collaboratore in passato del mitico gruppo tedesco, ha il suo peso. L’inizio è affidato a due armonici di chitarra che lega poi con un chorus vocale con un effetto  reverse  e che si ripresenta in quasi tutti i  famosi “reach out and touch faith”. Il riff di chitarra di Martin ricorda lo stile di John Lee Hooker e le percussioni utilizzano campioni del rumore ottenuto coi tacchi degli stivali, con cui i nostri pestavano sul pavimento dello studio di registrazione! Nella versione dell’album è inserito un basso sequencer con uso di filtri “apri e chiudi”, con una serie sampler di palline che rimbalzano con effetti stereofonici sui due canali.

In queste prime sessions si inizia a lavorare sui demo di Gore, che rispetto al passato cominciano ad avere meno influenza sul risultato finale. Ricorda Wilder: “A volte le canzoni cambiavano radicalmente dal demo e talvolta erano simili. Bisogna  dire che in Violator  il risultato finale si discosta notevolmente dai demo originale, e non solo per quanto riguarda ETS”. In effetti Enjoy The Silence rappresenta un classico esempio della genialità creativa di Wilder, a cui si deve interamente il merito di aver trasformato una semplice ballata down tempo in harmonium in un brano “killer”, con un gran ritmo (mai banale) e un successo enorme in tutto il mondo. Wilder e Flood hanno lavorato intensamente nelle tracce di sottofondo e di contorno del brano, chiamando Martin solo a lavoro ultimato per inserirvi i riff di chitarra. La cassa  è in 4  tipicamente pop con elementi di contorno, quali i suoni di chorus in accordi  per sottolineare il giro armonico. Nel finale si intrecciano insieme alla chitarra un sample di voce monofonico, e un riff di synth simile probabilmente ad un brass comune a molte tastiere Yamaha o Roland. Chiaramente il risultato finale soddisfa tutti, compreso Gore che per molto tempo era rimasto perplesso sulla svolta up tempo impressa da Alan e Flood. Dopo le registrazioni in Italia, il gruppo tranne Fletch che torna in  Inghilterra si trasferisce ai Puk Studios in Danimarca. 

Il periodo Puk risulta essere molto più prolifico anche se alcune tracks come Clean e  Policy of Truth  passano attraverso vari cambiamenti prima di arrivare alla versione finale contenuta nel disco. Per esempio quest’ultima ha dovuto essere quasi completamente ri-registrata ai Church di Londra. Il gruppo infatti si rende conto che la song è un’altra potenziale hit ma questa, per ottenere il suono voluto nel riff principale, subisce circa un centinaio (!) di variazioni prima di trovare un assetto che soddisfi completamente Wilder e Flood. L’ultimo singolo estratto è World In my Eyes. Dal punto di vista sonoro, il brano e’  ricchissimo di artifici tecnici. Registrato durante le prime sessions a Milano, è stato poi completata a Londra dove sono stati aggiunte le seconde voci e i cori della terzo verso. Di stile kraftwerkiano e con un lavoro post produzione notevolissimo e curato fino nel più piccolo dettaglio: un basso ottenuto incrociando un moog programmato in loop con l’ARP 2600 di Flood è alla base di un riff che alternativamente è effettato con un piccolo eco che passa dal canale left a quello right. Questo rimando di  suoni “piccoli” ma incisivi trova spazio in tutto il brano, e fa si che il  suono non rimanga mai statico, ma si evolva trasformandosi in una moltitudine di piccoli sample. E’ presente inoltre un rullante in reverse, nonchè un suono iniziale simile a un fax\modem in ricezione, che inizia contemporaneamente alle drums,  fa da contrappunto al basso e  si interrompe nel momento in cui  inizia il cantato. Insieme a World in my Eyes, la song più “elettronica” dell’album è sicuramente Waiting For The Night: loop, loop ed ancora loop per questo brano, che si sovrappongono in continuazione con aggiunte di suoni dalle frequenze acute in stereofonia ben definita.Nella prima ripetizione dell’inciso si somma un basso più profondo che viene escluso all’inizio della seconda strofa, dove un suono campionato di un oboe segna una bella linea melodica.E così via alternativamente.

Nel corso del WORLD VIOLATION TOUR la band ha usato on stage la seguente strumentazione:

Alan: due EMAX II Turbo, pads, mega drums, due tapes Tascam MSR 16

Martin: due EMAX II Turbo, pads, due tapes Tascam MSR 16

Andy: due EMAX II Turbo, pads, due tapes Tascam MSR 16