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Dopo
la deludente collaborazione con Dave Bascombe nel precedente MFTM, i
DM per il nuovo album si affidano a una loro vecchia conoscenza:
Flood (aka Mark Ellis) infatti viene scelto dal gruppo, su consiglio
di Daniel Miller, durante una riunione a casa di Gore in cui al boss
della Mute vengono fatti ascoltare i demo dei nuovi brani. Flood,
remixer di Stripped (Highland Mix) ha già lavorato con altri
artisti Mute (Nitzer Ebb, Erasure, Nick Cave), e viene considerato
la persona ideale per una fruttuosa collaborazione, vista la sua
grande esperienza e tecnica nell’ambito elettronico.
Il
sodalizio avrà notevole fortuna: soprattutto con Wilder si creerà
una intesa perfetta che porterà alla realizzazione di due fra gli
album più belli della storia della band. Ci sono molte live
drums in forma di loops e un'intera gamma di strumenti acustici ed
elettronici nell’album. Questo fa si che Violator rappresenti una
combinazione perfetta tra suoni programmati ed eseguiti. Trovano
spazio differenti parti di chitarra, in particolare in Clean (pedal
steel suonato dal musicista ospite Nils Tuxen), Sweetest Perfection
e Personal Jesus, il cui solista riff rappresenta un classico della
genialità di Gore. Non varia inoltre la gamma di synth usati dalla
band, ormai affezionata ai suoni e alle macchine analogiche.
Incoraggiata in questo da Flood, che nelle sessions di registrazione
trovarà il modo di portare con se il suo ARP 2600 e altri
sintetizzatori rigorosamente vintage. La maggior parte delle canzoni
viene registrata ai Puk Studios in Danimarca, ma in effetti queste
cominciano a Milano nella primavera del 1989, dove ai Logic Studios
in compagnia del tecnico Pino Pischetola il gruppo registra 5
canzoni, tra cui il primo singolo Personal Jesus. Il brano
riporta inequivocabilmente a certe atmosfere e suoni kraftwerkiani,
e certo l’influenza e la bravura tecnica del tecnico del suono
Francois Kevorkian, collaboratore in passato del mitico gruppo
tedesco, ha il suo peso. L’inizio è affidato a due armonici di
chitarra che lega poi con un chorus vocale con un effetto
reverse e che si ripresenta in quasi tutti i famosi
“reach out and touch faith”. Il riff di chitarra di Martin
ricorda lo stile di John Lee Hooker e le percussioni utilizzano
campioni del rumore ottenuto coi tacchi degli stivali, con cui i
nostri pestavano sul pavimento dello studio di registrazione! Nella
versione dell’album è inserito un basso sequencer con uso di
filtri “apri e chiudi”, con una serie sampler di palline che
rimbalzano con effetti stereofonici sui due canali.
In
queste prime sessions si inizia a lavorare sui demo di Gore, che
rispetto al passato cominciano ad avere meno influenza sul risultato
finale. Ricorda Wilder: “A volte le canzoni cambiavano
radicalmente dal demo e talvolta erano simili. Bisogna dire
che in Violator il risultato finale si discosta notevolmente
dai demo originale, e non solo per quanto riguarda ETS”. In
effetti Enjoy The Silence rappresenta un classico esempio della
genialità creativa di Wilder, a cui si deve interamente il merito
di aver trasformato una semplice ballata down tempo in harmonium in
un brano “killer”, con un gran ritmo (mai banale) e un successo
enorme in tutto il mondo. Wilder e Flood hanno lavorato intensamente
nelle tracce di sottofondo e di contorno del brano, chiamando Martin
solo a lavoro ultimato per inserirvi i riff di chitarra. La cassa
è in 4 tipicamente pop con elementi di contorno, quali i
suoni di chorus in accordi per sottolineare il giro armonico.
Nel finale si intrecciano insieme alla chitarra un sample di voce
monofonico, e un riff di synth simile probabilmente ad un brass
comune a molte tastiere Yamaha o Roland. Chiaramente il risultato
finale soddisfa tutti, compreso Gore che per molto tempo era rimasto
perplesso sulla svolta up tempo impressa da Alan e Flood. Dopo le
registrazioni in Italia, il gruppo tranne Fletch che torna in
Inghilterra si trasferisce ai Puk Studios in Danimarca.
Il
periodo Puk risulta essere molto più prolifico anche se alcune
tracks come Clean e Policy of Truth passano
attraverso vari cambiamenti prima di arrivare alla versione finale
contenuta nel disco. Per esempio quest’ultima ha dovuto essere
quasi completamente ri-registrata ai Church di Londra. Il gruppo
infatti si rende conto che la song è un’altra potenziale hit ma
questa, per ottenere il suono voluto nel riff principale, subisce
circa un centinaio (!) di variazioni prima di trovare un assetto che
soddisfi completamente Wilder e Flood. L’ultimo singolo estratto
è World In my Eyes. Dal punto di vista sonoro, il brano e’
ricchissimo di artifici tecnici. Registrato durante le prime
sessions a Milano, è stato poi completata a Londra dove sono stati
aggiunte le seconde voci e i cori della terzo verso. Di stile
kraftwerkiano e con un lavoro post produzione notevolissimo e curato
fino nel più piccolo dettaglio: un basso ottenuto incrociando un
moog programmato in loop con l’ARP 2600 di Flood è alla base di
un riff che alternativamente è effettato con un piccolo eco che
passa dal canale left a quello right. Questo rimando di suoni
“piccoli” ma incisivi trova spazio in tutto il brano, e fa si
che il suono non rimanga mai statico, ma si evolva
trasformandosi in una moltitudine di piccoli sample. E’ presente
inoltre un rullante in reverse, nonchè un suono iniziale simile a
un fax\modem in ricezione, che inizia contemporaneamente alle drums,
fa da contrappunto al basso e si interrompe nel momento in cui
inizia il cantato. Insieme a World in my Eyes, la song più
“elettronica” dell’album è sicuramente Waiting For The Night:
loop, loop ed ancora loop per questo brano, che si sovrappongono in
continuazione con aggiunte di suoni dalle frequenze acute in
stereofonia ben definita.Nella prima ripetizione dell’inciso si
somma un basso più profondo che viene escluso all’inizio della
seconda strofa, dove un suono campionato di un oboe segna una bella
linea melodica.E così via alternativamente.
Nel
corso del WORLD VIOLATION TOUR la band ha usato on stage la seguente
strumentazione:
Alan:
due EMAX II Turbo, pads, mega drums, due tapes Tascam MSR 16
Martin:
due EMAX II Turbo, pads, due tapes Tascam MSR 16
Andy:
due EMAX II Turbo, pads, due tapes Tascam MSR 16
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